Le nostre formazioni, pensate e rivolte ad altri professionisti.

Attive per il 2020-2021 anche in versione didattica a distanza.

La gestione delle relazioni tra colleghi e il lavoro di gruppo.

Durata: 2h

Per essere un gruppo di lavoro vero bisogna conoscere una metodologia, avere esperienza della dinamica gruppale e saper applicare principi teorici e metodologici.
Il gruppo è un sistema relazionale: un insieme di unità (le persone che lo formano) in relazione (attraverso la comunicazione) e interdipendenti rispetto a un compito. 

Il gruppo è diverso dalla somma delle persone che lo costituiscono, in quanto è l’insieme delle
relazioni tra le persone.
Un gruppo non esiste nel momento in cui nasce. Un gruppo si diventa.

Argomenti trattati:

● Fattori di entrata, di processo e di risultato.
● Atteggiamenti che ostacolano o favoriscono il lavoro di gruppo.
● Intenzione ed effetti del comportamento.
● Comunicazione e feedback.
● Modelli decisionali.

 
 

Disabilità, diversità e processi d’inclusione.

Durata: 2h

Pensare ai contesti come luoghi “inclusivi” implica un cambiamento concettuale che porta attenzione agli ambienti fisici e sociali e alla loro organizzazione; un cambiamento che può, e deve, iniziare proprio dal mondo dei servizi educativi e scolastici.
Per interpretare l’inclusione come modalità “quotidiana” di gestione delle classi, la formazione deve essere rivolta sia agli insegnanti specializzati nel sostegno, che a tutti gli insegnanti curricolari.

 

Argomenti trattati:
● Processi di inserimento, integrazione e inclusione.
● Competenze generali dell’insegnante “inclusivo”.
● La relazione fra compagni.
● La comunità scolastica e il territorio.
● Indicatori dell’inclusione.

 

Come gestire situazioni di Bullismo nei contesti scolastici.

Durata: 2h

Il bullismo viene definito già nel 1993 (Olweus) come atti intenzionalmente aggressivi perpetuati ripetutamente nel tempo da un gruppo o un individuo nei confronti di una vittima che non ha la possibilità di difendersi. Il bullismo a scuola è spesso trattato come un problema tra bullo e vittima. In realtà, secondo le ricerche sulla prevenzione del bullismo a scuola, intervenire solamente sugli alunni coinvolti in un atto di bullismo ha un impatto limitato (O’Connell et al., 1999).

 

Argomenti trattati:
● Contestualizzazione del fenomeno del bullismo.
● Dinamiche relazionali nel bullismo
● Bullismo, prevenzione e intervento.

Conosciamo e contrastiamo il cyberbullismo.

Durata: 2h

Il cyberbullismo è definito da Peter Smith, uno dei più importanti studiosi di bullismo, come “una forma di prevaricazione volontaria e ripetuta agita contro un singolo o un gruppo tramite mezzi di comunicazione elettronici con l’obiettivo di ferire e mettere a disagio la vittima di tale comportamento che non riesce a difendersi”. Questa forma di prevaricazione avviene mediante l’utilizzo di tecnologie come social network, app di messaggistica istantanea per smartphone (ad es. WhatsApp), messaggi di testo, e-mail, condivisione di foto o video, siti web.

 

Argomenti trattati:
● Contestualizzazione del fenomeno del cyberbullismo.
● Dinamiche relazionali nel cyberbullismo
● Cyberbullismo, prevenzione e intervento.

 
 

Online a 10 anni.

Durata: 2h

Internet e le nuove tecnologie di socializzazione sono diventati un mondo vero e proprio, un luogo pieno di opportunità interessanti, ma ricco di insidie. Nel mondo reale i bambini, durante la crescita, sono educati dai propri genitori a conoscere e riconoscere i potenziali pericoli. In un primo momento i genitori affiancano i propri figli nell’esplorazione, lasciando poi una graduale autonomia fino al raggiungimento di un’età matura in cui i ragazzi abbiano acquisito le conoscenze e le competenze necessarie per muoversi in autonomia. È importante e fondamentale che questo processo avvenga anche nei confronti del mondo virtuale. Per raggiungere questo obiettivo è necessario che i genitori siano preparati e che quindi conoscano il funzionamento e i rischi legati alle nuove tecnologie. In questo modo, essi possono dare indicazioni ai propri figli riguardo i potenziali pericoli che si nascondono nella rete.

 

Argomenti trattati:

● Sviluppo e diffusione di internet: l’impatto e le possibilità legate a questo mondo.
● Servizi di messaggistica istantanea: verrà fornita una panoramica sui più diffusi ed
utilizzati fra i ragazzi.
● Social Network: la nascita di queste piattaforme, le possibilità offerte e i rischi
correlati. Presentazione dei principali social network diffusi fra i ragazzi.
● Privacy: spiegazione del concetto di privacy e la sua applicazione nel mondo
social.

 

Bambini digitali: come aiutare le famiglie a gestire le tecnologie in casa.

Durata: 2h

Nel mondo offline i bambini sono educati e guidati dai propri genitori e dagli insegnanti nell’esplorazione dell’ambiente che li circonda, nel gioco, nell’acquisizione di nuove informazioni e conoscenze, nello sviluppo delle capacità comunicative, nell’acquisizione delle regole sociali.
È importante che questo processo avvenga anche per quanto riguarda il mondo virtuale, online. Per raggiungere questo obiettivo è necessario che gli insegnanti siano preparati e che quindi conoscano bene il funzionamento delle tecnologie, le opportunità e i vantaggi che queste possono dare allo sviluppo del bambino. È altrettanto fondamentale saper riconoscere quali sono i rischi e come prevenirli. Un approfondimento delle tematiche legate al nuovo rapporto che si è creato tra bambino e tecnologia permetterà agli insegnanti di disporre di nuove conoscenze, risorse e competenze che sono fondamentali per sviluppare una linea educativa consapevole da una parte, e di porsi in continuità educativa con le famiglie anche nell’ambito delle tecnologie dall’altra.

 

Argomenti trattati:

● L’effetto delle tecnologie sullo sviluppo del bambino.
● Videoclips, TV, videogames: come valutarne i contenuti.
● Privacy e bambini: come metterli in sicurezza.
● Quali tecnologie sono più adatte ai bambini e per quali motivi.
● Il valore del gioco e il gioco destrutturato nei bambini.
● Come gestire le tecnologie tra scuola e casa.

Bullismo e disabilità: come un vissuto del passato può incidere sul futuro.

Durata: 2h

Molte persone giovani con disabilità riportano di essere stati vittime di bullismo a scuola.
Questo vissuto ha suscitato nel tempo nelle famiglie:
- diffidenza nei confronti delle istituzioni.
- esigenza di tutelare e proteggere i figli dai pericoli della vita sociale.
- diffidenza nei confronti dei pari.
Un vissuto di bullismo non approfondito e analizzato può ostacolare l'esperienza di supporto e orientamento offerta dai servizi e dalla scuola. In primo luogo, diventa sempre più difficile per gli operatori proporre alle famiglie delle prospettive future accettabili. Inoltre, anche nel caso in cui queste vengano accettate, il rischio è che esse siano poi indirettamente boicottate.

Argomenti trattati:

● Contestualizzazione del problema;
● Effetti del vissuto di bullismo in una persona con disabilità;
● Definizione del fenomeno e uso corretto del linguaggio per descrivere le dinamiche
relazionali che si osservano.
● Bullismo e dinamiche di frontiera: scherzo, litigio, prepotenza.
● Bullismo e lettura delle situazioni: volontarietà, preterintenzionalità, colposità degli
avvenimenti
● Case study: approfondimento pratico.

 

Autismo: il ruolo della scuola nel progetto di vita del bambino. 

Il progetto è composto di due moduli: è prevista la possibilità di partecipare al solo primo modulo, che diventa propedeutico per la partecipazione al secondo.

Modulo 1: Introduzione ai Disturbi dello Spettro Autistico

Durata: 2h

L’autismo è un disturbo dello sviluppo biologicamente determinato i cui sintomi si manifestano già nei primi tre anni di vita. Le aree di compromissione identificate sono l’interazione sociale (il comportamento non verbale, la relazione con i pari, la ricerca di attenzione…), la comunicazione (può manifestarsi con deficit o assenza totale del linguaggio, oppure con la presenza di un linguaggio stereotipato e ristretto, anomalie del tono, della velocità dell’eloquio) e il comportamento (comportamenti stereotipati, rituali).

Argomenti trattati:

● Le caratteristiche dei Disturbi dello Spettro Autistico.
● Il comportamento come unità di analisi.
● Il principio del rinforzo e il principio dell'estinzione.
● I comportamenti problema e la loro funzione comunicativa.
● Il comportamento verbale.

 

Modulo 2: Autismo e inclusione a scuola. Quali strategie  si possono attuare?

Durata: 2h

L’ingresso di un bambino autistico a scuola, e l’incontro tra lui e la famiglia, le insegnanti, gli altri bambini può creare alcune difficoltà che inevitabilmente rendono meno semplice la relazione, l’inserimento nel contesto scolastico, la didattica educativa. Così come ogni bambino è diverso da un altro, anche ogni bambino con autismo è diverso da un altro bambino con autismo: diversi fattori, come le diverse abilità cognitive, comunicative e relazionali, si combinano insieme, e richiedono una didattica personalizzata pensata proprio per quello specifico alunno.

Un progetto scolastico personalizzato che spesso richiede anche la conoscenza e l’utilizzo di alcune strategie.

Argomenti trattati:

● L’apprendimento senza errori: prompt e fading.
● Il modellamento e il concatenamento nell’acquisizione di nuove abilità.
● I comportamenti problema: strategie proattive e strategie reattive.
● Strategie di intervento nel contesto scolastico.

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