Adolescenti, tecnologie, relazioni e pornografia. Verso la pornosessualità

Il termine “Pornification”, coniato da Paasonen, Nikunen e Saarenmaa (2007) descrive l’ingresso della pornografia nella vita dell’essere umano del ventunesimo secolo, spinta dal progresso tecnologico e dal conseguente aumento dell’accessibilità e della diffusione.


Negli ultimi anni, negli adolescenti ma non solo, è andato a diffondersi il “sexting”, che consiste nell’inviare e nel ricevere messaggi e immagini ad esplicito contenuto sessuale tramite smartphone o altri strumenti tecnologici. Nella comunicazione a distanza al giorno d’oggi può subentrare anche una dimensione sessuale. Il sexting ha dunque una dimensione sia pornografica (invio di materiale sessualmente esplicito, in questo caso autoprodotto), sia sessuale. Un'altra pratica, sempre più diffusa da parte degli utenti più giovani, è quella di caricare nei principali siti porno videoriprese amatoriali, anche queste spesso girate attraverso mezzi tecnologici di largo consumo come smartphone, webcam o fotocamere. Oggi qualsiasi utente della rete può riprendere le proprie attività sessuali e renderle pubbliche con un click. Il fenomeno, anche in questo caso, ha dentro di sé una doppia dimensione: quella pornografica e quella sessuale.


La dicotomia tra “mondo reale” e “mondo virtuale” perde progressivamente senso, come pure la dicotomia tra sessualità e pornografia, due mondi talmente interconnessi da essere destinati a fondersi in quella che oggi possiamo chiamare “pornosessualità”. Lo testimoniano i recenti sviluppi della ricerca psicologica che coinvolgono sia la dimensione sessuale sia quella pornografica: i risultati degli studi su pornografia, abuso, soddisfazione sessuale e relazioni di coppia stanno confermando l’idea che pornografia e sessualità sono strettamente connesse.


L’evoluzione della pornografia è figlia da una parte dei grandi cambiamenti dal punto di vista politico e socioculturale, dall’altra dell’evoluzione della tecnologia. Parlando di sessualità, Ulrich Clement (2010) sottolinea come negli ultimi decenni si sia assistito a due grandi passaggi. Il primo ha portato ad un’evoluzione dalla dominanza patriarcale verso un movimento egualitario che accentua la parità dei sessi dal punto di vista politico, culturale e di coppia, avvenuto negli anni ‘70 grazie al movimento femminista. Il secondo, a partire dagli anni ‘90, lascia il femminismo per incontrare una nuova fase di incertezza, definita come post patriarcale e postfemminista: secondo il terapeuta tedesco, l'autodeterminazione sessuale ci ha liberati da molte costrizioni, ma nello stesso tempo ha sollevato innumerevoli questioni. Da quanto argomentato nel corso dei capitoli precedenti, si può evincere che anche per quanto riguarda l’evoluzione pornografica è possibile individuare chiaramente questi due passaggi. Dagli anni ’70 alla fine degli anni ’90, i movimenti femministi pro e anti-pornografia hanno animato un dibattito le cui argomentazioni si sono progressivamente evolute attraverso la ricerca di basi scientifiche. Nel secondo passaggio, da fine anni ’90 ad oggi, abbiamo assistito ad una progressiva diffusione dell’uso di pornografia tra le persone, almeno per quanto riguarda il mondo occidentale. L’incertezza di questa fase, contraddistinta da quella che potremmo chiamare “autodeterminazione pornografica”, anche in questo caso ha sollevato molte questioni. È il passaggio caratterizzato dal fatto la pornografia viene inclusa nella sessualità. Dentro alla sessualità c’è anche la pornografia, si tratta quindi di una sessualità, come sottolinea Clement (2010), postmoderna, non vincolata a sistemi di riferimento condivisi.

Oggi, l’evoluzione tecnologica sta portando rapidamente la pornografia, assieme alla sessualità, verso quello che possiamo definire il passaggio verso la “pornosessualità”. Il produttore-consumatore è protagonista nella diffusione della pornografia e quindi co-costruttore dei contesti informatici in cui si può trovare la pornografia. Il produttore-consumatore di pornografia è inoltre protagonista dell’autocostruzione di una propria epistemologia della sessualità e della relazione tra la propria sessualità e la pornografia. Il produttore-consumatore di pornografia, quindi, è protagonista dello sviluppo di una nuova sessualità, in stretta connessione con la pornografia e sempre meno distinguibile dalla pornografia. L’eccitazione provata nel corso della consumazione della pornografia modifica la sessualità della persona e la propria soddisfazione sessuale con i propri partner reali, nello stesso tempo, la sessualità vissuta nella realtà può alimentare la nascita di nuove fantasie e quindi di ispirare la ricerca pornografica.


Se pornografia e sessualità si connettono sempre più strettamente fino a non potersi più distinguere una dall’altra, nasce un concetto nuovo, quello di pornosessualità. Il produttore-consumatore è protagonista, come direbbe Bateson, di un deuteroapprendimento che prevede la ricerca pornografica finalizzata alla soddisfazione online di nuove fantasie sessuali, la sperimentazione di quanto “appreso” attraverso la pornografia nella pratica sessuale ed una successiva ricerca di nuove fantasie sessuali nella pornografia.


Il produttore-consumatore costruisce, quindi, la propria pornosessualità. La pornosessualità di ognuno di noi si sviluppa in relazione alla pornosessualità del contesto relazionale con i propri partner e in relazione all’evoluzione della pornosessualità degli altri produttori-consumatori, ovvero tutti gli altri utenti della Rete.


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Bibliografia


Paasonen, S., Nikunen, K., Saarenmaa, L. (2007). Pornification: Sex and sexuality in media culture. Oxford: Berg.

Clement, U. (2010). Terapia sessuale sistemica. Raffaello Cortina Editore, Milano. Titolo originale: Systemische Sexualtherapie, 2004 Klett-Cotta, Stuttgart.


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