• Laura Marostica

Bambini e tecnologie. Perchè è importante parlarne fin da quando sono ancora piccoli?

È indubbio che la curiosità dei bambini verso le tecnologie digitali sorga sempre più precocemente, e attualmente già prima dei tre anni i piccoli hanno la possibilità di utilizzare smartphone e tablet. Un fenomeno, questo, dovuto da una parte alla rapida diffusione degli strumenti tecnologici all’interno delle famiglie, dall’altra all’innovazione tecnologica del touchscreen e alla diffusione di sistemi operativi che hanno reso i dispositivi sempre più intuitivi e accessibili.

È altrettanto riconosciuto che, in questa fase dello sviluppo del bambino, il cervello sia estremamente plastico e quindi i rischi e i benefici derivanti da qualsiasi esposizione ambientale siano massimizzati.

Ecco allora perché diventa importante parlare di utilizzo delle tecnologie con i genitori fin dai primi anni di vita dei bambini: perché i genitori sono i principali mediatori del rapporto tra i bambini e le tecnologie digitali.

Una ricerca condotta in Italia nel 2016 ha evidenziato come, tra le diverse tecnologie presenti in casa, quelle preferite dai bambini siano lo smartphone del genitore e il tablet, mentre la classica televisione si posiziona solo al terzo posto.

Sorgono spontanee allora alcune domande.

Perché il bambino preferisce lo smartphone e il tablet rispetto agli altri dispositivi?

Perché l’interazione avviene attraverso il toccare, il touch, così come per tutti gli altri oggetti, ed è quindi un’interazione naturale; perché ottengono una reazione al tocco, fanno esperienza con gli oggetti che appaiono sullo schermo del tablet e dello smartphone come se fossero reali; perché questi dispositivi consentono di utilizzare le app in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento e con gesti quasi naturali.

Quali bisogni potrebbero spingere i genitori a dare il telefono al proprio figlio?

L’abbiamo chiesto direttamente ai genitori dei bambini delle scuole dell’infanzia durante alcuni incontri formativi, e le risposte che ci hanno dato sono state: per avere un po’ di tranquillità, per tenere impegnato il bambino, per calmarlo, per poter svolgere le faccende di casa, per gestire le lunghe attese, per giocare e per guardare le foto.

Quale impatto può avere la tecnologia sullo sviluppo del bambino?

Come già accennato, in questa età il cervello dei bambini è estremamente plastico, e quindi sono massimizzati i rischi e i benefici che derivano dall’esposizione ai dispositivi tecnologici. Ripercussioni sulla sfera della salute (basti pensare alla ridotta attività fisica), delle emozioni, delle relazioni sociali, dell’interazione con i genitori, della gestione delle frustrazioni, degli apprendimenti rischiano quindi di essere inevitabili. Se il bambino impara a calmarsi solo con l’accesso allo smartphone, come si calmerà nel momento in cui questo non è disponibile?

Dobbiamo allora vietare l’accesso alla tecnologia dei bambini?

Assolutamente no. Viviamo in un contesto socioculturale in cui molte delle attività quotidiane e professionali passano attraverso l’uso della tecnologia. E i bambini sono chiamati a confrontarsi con questa realtà.

Anzi, se utilizzati in maniera appropriata, i diversi dispositivi possono rappresentare efficaci strumenti di supporto per l’apprendimento e lo sviluppo dei bambini.

E quindi, quali accortezze dovrebbero avere i genitori?

- Evitare l’esposizione ai dispositivi tecnologici al di sotto dei due anni;

- Ricordare che i bambini fanno ricorso all’imitazione fin dalla nascita, e di conseguenza limitare l’uso dei dispositivi tecnologici in loro presenza;

- Ricordare che i dispositivi tecnologici non dovrebbero diventare alternative ai giochi e giocattoli tradizionali, quanto piuttosto aggiungersi ad essi. E quindi, lasciar spazio ai materiali più disparati che i bambini possono utilizzare per dar libero sfogo alla loro fantasia;

- Ancora, conoscere il funzionamento delle nuove tecnologie che utilizzano e fanno utilizzare al bambino per coglierne i vantaggi, i rischi e valutare se sono adatte all’età del bambino;

- Interrogarsi sul proprio atteggiamento nei confronti delle tecnologie per riflettere sulla coerenza tra le regole stabilite con il bambino e l’utilizzo che ne fa l’adulto.


Per questi motivi, i professionisti di Studio Psicologia Bassano promuovono serate di formazione nell’ambito della gestione delle nuove tecnologie presso le scuole dell’Infanzia di Bassano del Grappa e dintorni, nelle province di Padova, Vicenza, Treviso, Belluno. La formazione “Bambini digitali: come gestire le tecnologie in casa” è condotta dalla dott.ssa Laura Marostica, psicologa, psicoterapeuta, con pluriennale esperienza nel coordinamento delle scuole dell’Infanzia e da Gabriel Munoz, psicologo clinico e formatore all’interno di scuole,associazioni e cooperative del terzo settore, comitati e gruppi di genitori.

Per saperne di più, scrivere a studiopsicologiabassano@gmail.com


Bibliografia

Balbinot V., Toffol G., Tamburlini G., Tecnologie digitali e bambini: un’indagine sul loro utilizzo nei primi anni di vita, Medico e Bambino, 2016

Dini s., Ferlino L., La conoscenza tra le dita dei bambini: imparare a giocare a tempo di app, Tecnologie Didattiche, 2016


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