• Stefano Bonato

Bambini e gestione della Privacy nei social network: il ruolo dei genitori

Quando si parla di social network e gestione della privacy, spesso ci si riferisce ai giovani e alle nuove generazioni, come se la cosa riguardasse solo marginalmente la popolazione adulta. Se fino a pochi anni fa questi media erano popolati soprattutto dai più giovani, oggi le cose stanno cambiando drasticamente. L’età media degli utenti dei due social network più utilizzati in Italia, Facebook e Instagram, si sta velocemente alzando, facendo di queste piattaforme una piazza di incontro virtuale intergenerazionale. Mettiamo a confronto, come proposto da Vincenzo Cosenza negli articoli del suo Blog [Vincos.it] , le fasce d’ età 13-18 e 19-24, ovvero quelle di adolescenti e giovani adulti, con le fasce d’età degli over-25. Per quanto riguarda Facebook, oggi soltanto il 18% degli utenti ha meno di 25 anni, mentre su Instagram la percentuale degli under-25 si aggira attorno al 30%. Ciò vuol dire che bambini e preadolescenti di oggi, rispetto a qualche anno fa, hanno genitori che con buone probabilità utilizzano WhatsApp, Facebook e Instagram.

Questi dati confermano quanto abbiamo spesso osservato negli ultimi anni nelle scuole primarie e secondarie attraverso le nostre esperienze di interventi di prevenzione: il contesto in cui i bambini entrano per la prima volta in contatto con i social network non è più quello dei coetanei, ma quello della famiglia. Il primo incontro tra bambino e social network avviene sempre prima e in casa, guardando ciò che i genitori fanno con il proprio smartphone.

Il rapido aumento dell’età media nell’utilizzo dei social network ha, dal punto di vista dell’educazione e della sensibilizzazione dei più giovani a un uso responsabile e consapevole dei social network, alcune importanti ripercussioni:

a) Se fino ad alcuni anni fa i genitori erano chiamati ad educare i propri figli ad un uso adeguato di servizi di messaggistica e social network che non conoscevano e non utilizzavano, oggi sono chiamati a promuovere un uso adeguato di strumenti che, sempre più spesso, loro stessi utilizzano;

b) Bambini e ragazzi manifestano il proprio interesse per lo smartphone più precocemente, in quanto entrano in contatto con servizi di messaggistica e social media attraverso lo smartphone dei genitori;

c) Per sensibilizzare bambini e ragazzi all’importanza della privacy, della scelta rispetto a quali siano le informazioni personali da mantenere private, e al consenso informato, è necessario che gli stessi genitori mostrino un comportamento online responsabile e maturo e devono essere d’esempio. I figli, infatti, hanno la possibilità di osservare come si comportano i genitori online.

d) Perché il figlio stia attento a non pubblicare foto e altre informazioni personali senza prima avere il consenso da parte dei genitori, è importante che gli stessi dimostrino di dare importanza a questi aspetti e che gestiscano dati personali, familiari e dei propri figli in modo consapevole dei rischi. Il pericolo altrimenti è che se un determinato comportamento rischioso o scorretto è messo in atto dai genitori, al figlio potrebbe passare l’idea che tale comportamento non sia così degno di nota, della serie “se lo fanno anche loro, allora va bene e posso farlo anch’io”.

È ben chiaro, quindi, che se nei confronti dei bambini si vuole promuovere un utilizzo consapevole e responsabile delle nuove tecnologie, è importante fornire agli stessi alcune basi conoscitive per comprendere che cosa significa tutelare la propria privacy e rispettare quella altrui.

A questo punto, qualunque genitore potrebbe ovviamente chiedersi: Ma come faccio a spiegare concetti così complessi a un bambino che ha 9 o 10 anni? E supponiamo che egli sia anche in grado di tutelare la sua privacy, come faccio ridurre il rischio di essere coinvolto in un atto di cyberbullismo? E se dovesse ugualmente accadere, dato che mio figlio difficilmente mi parla di ciò che gli succede online, come posso facilitare il dialogo in modo che si senta libero di parlarne al più presto con me?

Sono sicuramente domande complesse che milioni di genitori si stanno ponendo negli ultimi anni. Con l’obiettivo di dare ad ogni genitore la possibilità approfondire queste tematiche, ho scelto, assieme al dottor Eugenio Bedini, di condividere a tutti i genitori l’esperienza di sei anni maturata all’interno di decine e decine di scuole, nell’ambito della prevenzione del cyberbullismo e della promozione della sicurezza in rete, attraverso il testo “Condivisioni pericolose: il cyberbullismo nel contesto scolastico”.

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Buona lettura!

Dott. Bonato Stefano

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